Direttiva "Case green": 3,2 mln di case da efficientare per le quali occorrono 320 mld di euro

L'analisi nel rapporto "Il valore dell'abitare" promosso da Cresme, Fondazione Symbola, Assimpredil Ance e European Climate Foundation

di Mariagrazia Barletta

Per gli edifici residenziali, la direttiva "case green", approvata lo scorso 12 marzo dal Parlamento europeo, spinge gli Stati membri ad adottare misure per garantire una riduzione dell'energia primaria media utilizzata di almeno il 16% entro il 2030.

Ed allora, quante saranno le abitazioni da coinvolgere nel piano di efficientamento? Soprattutto, a quanto ammontano le risorse necessarie? A fare i conti è il rapporto "Il valore dell'abitare" promosso da Cresme, Fondazione Symbola, Assimpredil Ance e European Climate Foundation, presentato lunedì 25 marzo.

Secondo il rapporto, centrare gli obiettivi della direttiva "case green", intervenendo su circa il 15% delle case più energivore, significa che in Italia dovremmo efficientare circa 3,2 milioni di abitazioni. Anche se, la stima precisa - viene sottolineato nel documento - dovrebbe essere effettuata tenendo conto dei reali consumi energetici, basandosi non sulle classi energetiche del patrimonio residenziale costruito, come viene fatto nel rapporto, bensì sulla lettura dei contatori, ossia sui consumi delle singole utenze.

Nel rapporto viene comunque individuato il bacino potenziale su cui intervenire, ovvero circa 578mila abitazioni monofamiliari e 2,64 milioni di abitazioni in edifici plurifamiliari con caratteristiche tali da rientrare nella casistica prevista dalla bozza della direttiva Ue.

Utilizzando i costi medi delle tipologie di intervento necessarie alla riqualificazione energetica delle abitazioni, il rapporto stima l'impegno economico necessario al passaggio in classe D delle abitazioni monofamiliari e delle abitazioni plurifamiliari potenzialmente oggetto di intervento. Nel complesso, in definitiva, il numero di abitazioni oggetto di potenziale intervento sarebbe pari a 3.215.242. Secondo la stima che utilizza i dati del Superecobonus, occorrerebbero circa 319,2 miliardi di euro. Utilizzando, invece, il criterio di stima utilizzato dall'Enea nell'ambito del Pniec, la somma da investire per centrare l'obiettivo fissato al 2030 sarebbe di 258,4 miliardi di euro.

Guadagnando due classi energetiche le bollette si ridurrebbero del 40%

Il report dimostra, inoltre, che basterebbe far salire di sole due classi energetiche il patrimonio edilizio residenziale per consentire la riduzione media del 40% della bolletta di una famiglia, pari a un risparmio annuo di 1.067 euro ai costi del 2022 e allo stesso tempo un incremento del valore delle abitazioni. Una casa ristrutturata, come evidenziato nella ricerca, vale infatti mediamente il 44,3% in più di una casa da ristrutturare. Incremento che arriva al 50,8% fuori dalle aree metropolitane in luoghi non turistici, mentre nelle periferie, nelle corone delle aree metropolitane le case ristrutturate valgono il 40,5% in più di quelle non ristrutturate.

Gli effetti sull'occupazione

Il rapporto mette in relazione anche gli investimenti trainati dagli incentivi fiscali e occupazione. Secondo il rapporto, la forte crescita degli investimenti attivati dagli incentivi fiscali dell'ultimo triennio ha di fatto determinato la crescita occupazionale nell'edilizia, attivando una media annua di oltre 639mila occupati diretti, che salgono a oltre 959mila considerando anche l'indotto. I soli lavori di riqualificazione energetica hanno generato una media annua di 371mila occupati diretti e 556mila occupati nella filiera. Nello stesso periodo le costruzioni, settore storicamente basso nelle classifiche sulla competitività, hanno sperimentato l'aumento maggiore della produttività oraria nel quadro economico: rispetto alla media del triennio pre-crisi (2017-2019), il dato del 2022 certifica una crescita della produttività oraria del +9,2%, mentre il totale dell'economia segna un incremento di "appena" il +2,8%.

Secondo il rapporto, inoltre, ogni miliardo di euro di investimenti in costruzioni produce un valore aggiunto di un miliardo e 100 milioni e un effetto diretto e indiretto sull'occupazione di 15.132 nuovi posti di lavoro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

pubblicato il: